Suor Gianna Irene, missionaria della Consolata in Kenya, condivide i suoi ricordi sulla vita missionaria trascorsa con la Beata Leonella Sgorbati. Dettagli e curiosità della vita quotidiana che arricchiscono il ritratto di questa missionaria martire, beatificata nel 2018 a Piacenza.
Incontrai per la prima volta Suor Leonella Sgorbati a Kendal, una bella cittadina nel nord dell’Inghilterra, dove avevamo una Casa che ospitava Sorelle in preparazione alla Missione, e una Scuola materna. Eravamo una quindicina di Sorelle giovani che frequentavano corsi infermieristici o studiavano la lingua inglese.
Le spese della comunità erano molte, perciò per risparmiare avevamo un piccolo orto… e chi poteva, andava a lavorare. Coltivavamo insalata, fagioli, cavoli… Purtroppo la pioggia, che in Inghilterra è abbondante, rovinava i nostri raccolti. A Suor Leonella venne in mente di costruire una serra!
Costruirla richiedeva ore di lavoro. Lei, con la sua intelligenza, non aveva bisogno di studiare: le bastava ascoltare le lezioni dell’insegnante, ma per me e altre Sorelle era necessario avere tempo per lo studio. Suor Leonella volle andare avanti nella sua idea e, noi dovemmo seguirla…
Suor Leonella terminò la sua preparazione come infermiera e ostetrica, e ci lasciò per la sua destinazione missionaria in Kenya.
Io fui destinata alla Liberia e dopo anni, essendo io chiamata a lavorare in Kenya, ci siamo ritrovate. È stata per entrambe una grande gioia. Abbiamo ricordato i tempi trascorsi nella stessa comunità in Inghilterra, e i nostri lavori!!
Suor Leonella era allora la Superiora Regionale, perciò responsabile di tutte le Comunità del Kenya. Una cosa che non dimenticherò: il suo cuore grande, quando veniva a trovarci aveva sempre un regalo di frutta rara, ma che a noi piaceva, mandarini e arance e mele….
Io fui richiamata in Italia e poi in altri Paesi africani. Ci incontrammo poi dopo anni in Somalia nel 2003!

C’era una strada, molto frequentata che divideva l’Ospedale dalla nostra casa e le case, uguale alla nostra dei bambini orfani, Quella era la strada che attraversavamo ogni giorno, l’unica “uscita” nostra , casa-Ospedale, Ospedale-casa. Sia l’Ospedale che la casa nostra avevano ampi cortili che ci permettevano di fare qualche passeggiata, quando finivamo presto nei reparti. Quelle passeggiate ci facevano bene, erano preziose… scambi di idee per migliorare il nostro lavoro, la nostra vita, e comunicarci le nostre difficoltà, migliorare le nostre relazioni tra noi e personale…
Sr. Leonella aveva la camera da letto difronte alla mia….Lavorava molto anche alla sera tardi, la luce della camera veniva spenta solo nelle ore piccole!!! Per necessità della Scuola , sr. Leonella doveva andare sovente a Nairobi,… come per la registrazione della Scuola, dare Relazioni, la scelta dei Professori per gli esami…. Alle Sorelle di Nairobi come a noi ripeteva scherzosa “sento che un giorno una “pallottola” mi trapasserà il cuore ”….non facevamo commenti, ma quelle parole le serbavamo nel cuore…
Suor Gianna Irene, mc





