Suor Raffaelda Saleri, dopo il suo rientro in Italia dalla missione in Brasile, ha iniziato a svolgere servizio al Santuario della Consolata, quello che per ogni Missionaria e Missionario della Consolata è il “grembo” da cui siamo nati. E così la missione continua!

Da quanto tempo fai servizio al Santuario della Consolata?

Saranno una ventina di anni che vado al Santuario, c’era mons. Peradotto. Ho cominciato con lui, quando ero tornata dal Brasile. Mi hanno chiesto di dare una mano…

Animiamo la Messa del sabato sera e della domenica pomeriggio, preparo i canti. In Quaresima e in Avvento vi è il ritiro spirituale. Una mattinata di preghiera e di riflessione. E’ molto partecipato. Io mi incontro molto con le persone, è un cammino che si fa…

Oggi come ai tempi del Beato Allamano, rettore del Santuario da cui è nata l’ispirazione per la fondazione dei due Istituti Missionari della Consolata, il legame tra il Santuario e la missione è ancora molto forte.

Parlaci della relazione con i Missionari

Nei Vespri preghiamo per i missionari: ho tanti missionari a cui scrivo a nome del Rettore: guarda quanti (mostra un plico di fogli con indirizzi). Erano tutte congregazioni i cui Fondatori erano devoti della Consolata. Io faccio così: finite le preghiere dei fedeli, dico: “Preghiamo per i missionari che si trovano…” e nomino tutti i missionari che si trovano in Asia, per esempio. Ricordiamo le Congregazioni che si trovano lì. Un altro giorno preghiamo per l’Africa, e così via… E’ proprio missionario, è bello!

Quando mandiamo gli auguri ai Missionari, il Rettore parla sempre dell’ Allamano: non c’è una volta che lui non lo citi. I missionari rispondono e io mantengo la corrispondenza. Uno veramente fa esperienza missionaria, altrimenti ci chiudiamo in noi stessi. La gente risponde molto bene, pregano proprio con fervore, e i missionari mi rispondono che sono contenti di ricevere le lettere.

Parlaci dei Ricomincianti

I “ricomincianti”sono un gruppo di persone che si sono di nuovo avvicinati alla Chiesa. Hanno ricominciato. In gruppo riflettono sulle letture della domenica successiva. Don Michele spiega, poi diciamo le nostre risonanze, i dubbi… dopo, bisogna seguirli, allora loro si rivolgono a me. Coloro che fanno il cammino di fede. Telefonare, incontrare per seguirli, è una presenza di consolazione. Dare loro la forza. Hanno bisogno di parlare. Perché la missione passa attraverso le relazioni. Cerco di avere questo atteggiamento di simpatia, di dialogo. Le persone hanno fiducia.

Loro vengono, vengono… Hanno proprio bisogno. Tra la Messa delle 16 fino alle 18 sono libera, allora vengono e parliamo. Si evangelizza con le parole, ma soprattutto con la testimonianza di una presenza serena. Quando manco, mi scrivono… si interessano.  

La gente che va alla Consolata, cosa cerca lì?

L’amore alla Madonna, tantissimo. Vedessi che devozione c’è alla Madonna. Tu vedi che hanno questo desiderio di accostarsi alla mamma del Cielo. E’ bellissimo. Cercano la Madonna. Vengono per la Consolata. E anche nei Ricomincianti si sente questo affetto filiale verso Maria. Richiede molta attenzione e disponibilità.

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E’ un ministero dell’ascolto, il tuo

Ci sono tante amicizie belle, perché vedi un cammino. Alle volte cercano un consiglio. Loro sanno che sono ricordati nella preghiera. Manca completamente l’ascolto. Alle volte c’è poca fiducia. Ma se vai incontro con una presenza serena, ti cercano. Una signora che non mi ha visto, a causa dell’influenza che mi ha fermato diverse settimane, mi ha fatto arrivare degli integratori perché mi rimettessi pienamente.

Ti vogliono in perfetta forma…

Sì, anche perché hanno bisogno. C’è bisogno tantissimo di preghiera e di ascolto. C’è bisogno di orientamento. E’ molto bello pensare alla missione, ma qui oggi  la gente cerca noi. Così anche nella parrocchia. E’ bello sentirsi missionarie qui: anche con una telefonata. Chiedendo: “come va?” Queste sono le cose più importanti…