Quando si parla di diritto allo studio, bisogna considerare il divario di genere: 2 su 3 persone analfabete nel mondo sono donne. È comune pure che le bambine lascino gli studi dopo la primaria, mentre ai ragazzi è concesso di studiare anche alle superiori. L’ingresso nel mondo del lavoro, segue, purtroppo, la stessa tendenza: è più diffilcile per una donna trovare un impiego degno e adeguatamente pagato. Ma quando, invece, una donna ci riesce, cosa succede nel suo cuore? Vi raccontiamo la storia di Mary, del suo desiderio di studiare e di aiutare la sua famiglia con un lavoro degno.
Mary sta viaggiando verso casa, nel pulmino che, dalla città, arriverà al tramonto al suo villaggio. Quante cose sono successe, quante! Pochi anni prima, aveva terminato la scuola secondaria. Aveva tanta voglia di studiare, di poter continuare a prepararsi e trovare un lavoro dignitoso.
La mamma glielo diceva sempre: “Studia, Mary, studia!” Lei, che a malapena sapeva leggere e scrivere, aveva interrotto gli studi dopo le elementari. Mamma sa in prima persona cosa significa la vita dura dietro alle capre e alle pecore, nei pascoli così parchi di erba, oppure china nel campo, zappando, strappando erbacce, raccogliendo prodotti.
Mary sì, aveva molto desiderio di studiare, un desiderio misto a paura: ce l’avrebbe fatta? Lontano da casa, studiare medicina… eh sì, perché questo era il suo sogno, diventare medico. Un giorno la Suora della Parrocchia le aveva chiesto:
“Mary, cosa farai quando finisci le superiori?”
“Voglio studiare…”
“Brava! Ma cosa ti piacerebbe studiare?”
“Medicina”
“Sai… entrare a medicina non è facile… perché non studi da infermiera, e poi, se vedi che proprio vuoi fare medicina, puoi passare a quella facoltà, e già avresti una preparazione di base buona per affrontare lo studio”.
L’idea le era piaciuta. Insieme alla mamma avevano trovato una scuola: era un po’ lontana, ma i costi erano più sostenibili per la famiglia. Poi, le Suore avevano promesso che avrebbero aiutato ogni mese. Mamma andava in Parrocchia, e riceveva i soldi, preziosissimi. E poi, quando era sorto il bisogno di avere un computer per lo studio, una Sorella aveva accompagnato lei e la mamma in città, per comprare un portatile.
Anno dopo anno, lezione dopo lezione, esame dopo esame… poi il tirocinio, e adesso… stasera si festeggia il completamento degli studi! Anche le Suore sono venute, e poi sua madrina, le sue sorelline e il fratellino. La mamma, orgogliosa, insieme al papà, silenzioso e con gli occhi lucidi.
Durante la cena, Mary sente il dovere di parlare. Lei, che è piuttosto silenziosa, vuole superare la timidezza e dire quello che le riempie il cuore:
“Vorrei dire grazie, grazie a tutti voi. Non è stato facile arrivare fino a qui. La gente è spietata alle volte. Ridevano di me, dicevano: “Ma cosa vuoi studiare, non ci riuscirai…” Mi veniva da piangere. È stato duro: lontano da casa, alle volte con tanto freddo, alle volte con poco da mangiare. E ce l’ho fatta”.
Tutti emozionati, iniziano ad applaudire, mentre le lacrime scendono sulle sue guance…
Mary ha 5 sorelline dopo di lei. Troverà più facilmente un lavoro, adesso che ha il titolo di studio, e aiuterà le piccole di casa. Non solo materialmente, ma con buoni consigli: non smettere mai di sognare. Stringere i denti e continuare la strada. Perché anche loro hanno diritto: il diritto al sorriso.
Suor Stefania Raspo, mc
In questa pagina puoi sapere di più sui progetti per l’EDUCAZIONE



