Due giorni intensi di emozione e profonda gratitudine per il dono di San Giuseppe Allamano alla Chiesa e alla sua terra. Due giorni di celebrazioni in cui la Famiglia Consolata si è stretta alla popolazione di Castelnuovo Don Bosco e alla Diocesi di Torino, ricordando i 100 anni della sua nascita al Cielo. Oggi vi raccontiamo la festa di Castelnuovo.
La chiesa di Sant’Andrea si stagliava sul cielo di un blu intenso, questa mattina: dopo giorni nuvolosi e piovosi, anche il sole è venuto a salutare una festa importante per tutta Castelnuovo Don Bosco, e non solo: per una famiglia che è sparsa in tutto il mondo, ma che qui riconosce le sue radici. È la famiglia della Consolata, accorsa numerosa per condividere con la popolazione del “paese dei santi” la celebrazione dei 100 anni della nascita al Cielo di San Giuseppe Allamano.
“Questa data e questo luogo tengono insieme due nascite: qui San Giuseppe Allamano è nato nel tempo, nella sua esperienza di uomo, di prete, di appassionato del Vangelo. E qui oggi celebriamo la nascita all’eternità, alla vita piena, nel suo amare totalmente il Signore”
Ha ricordato Mons. Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino, che ha presieduto la celebrazione eucaristica. Il messaggio che oggi ci lascia San Giuseppe Allamano è che
“Possiamo anche noi custodire l’invito a testimoniare con la nostra vita ciò che il Signore ha fatto per noi, e custodire la memoria di chi ci ha consegnato questo dono di fede perché altri possano credere con noi e dopo di noi. Quando abbiamo il coraggio di non mettere al centro noi stessi, quando abbiamo il coraggio di lasciarci plasmare da Dio, lasciarci modellare da colui che vede la ricchezza che siamo, e ci facciamo capaci di far brillare la stessa bellezza, il dono che l’altro, l’altra è per noi, nella sua unicità e nella sua ricchezza, e anche nella sua fragilità.
Madre Lucia Bortolomasi, Superiora generale, ha invece sottolineato il significato profondo del luogo:
“Siamo qui insieme a celebrare il centenario di San Giuseppe Allamano, in questa chiesa tante cose parlano di lui: l’altare della Vergine Addolorata, oggi preparato a festa, dove c’è questa bellissima statua della Madonna, regalata dallo zio, San Giuseppe Cafasso. Infatti, la sua mamma appartenenva alla confraternit dell’Addolorata come tante mamme di Castelnuovo, anche la mamma Marianna. L’Allamano ha voluto celebrare la sua Prima Messa su questo altare. Questo esprime il suo profondo amore verso la Madonna. Lui diceva che la Madonna, prima di essere consolata, è stata addolorata. Chissà quante volte l’Allamano ha rivolto il suo sguardo a questa Madonna, e alla Madonna Consolata. QUante volte si è lasciato guardare da lei. Oggi l’Allamano di invita a contemplare, a guardare il volto della Madonna. È stata la sua forza, e anche la nostra forza. GUardiamola con amore, preghiamola ogni giorno per le nostre famiglie, per Castelnuovo, per il mondo intero. Lei ci accompagna, ci protegge, perché lei è la nostra Madre. Questo è il nostro augurio per tutto il paese di Castelnuovo”.
Il discorso integrale di Madre Lucia
Padre James Lengarin, Superiore generale, ha espresso la gratitudine di tutta la grande famiglia Consolata, per il legame profondo che la lega a Castelnuovo Don Bosco:
“Quest’anno si sono ricordati 175 anni della nascita di San Giuseppe Allamano. Come Missionari ricordiamo i 125 anni di fondazione, e il Giubileo più importante è il Centenario della nascita al Cielo di San Giuseppe Allamano. Qui, in questa terra, il seme di santità e umanità ha messo le sue radici. Siamo frutto di un vostro figlio, i un uomo cresciuto tra queste colline e questa gente, e queste tradizioni. Ha imparato ad amare e servire. Qui ha maturato la scelta di diventare prete, e a generare una spiritualità che anima migliaia di persone nel mondo. Per questo, anche quando siamo molto lontani, ci sentiamo legati a Castelnuovo: ogni Missionario e Missionaria della Consolata porta dentro di sé un po’ di questa terra: la fede semplice e forte, la laboriosità”.
Infine, il Sindaco di Castelnuovo Don Bosco, Umberto Musso, sottolinea l’importanza dell’esempio di San Giuseppe Allamano, e il suo legame con :
“Oggi è una grande emozione essere qui: qualche decennio fa, nel 1988, la comunità si era riunita in questo luogo per celebrare i 100 anni dalla morte di Don Bosco. E pensavo: quando di nuovo la comunità si riunirà a celebrare un evento così. Un anno e mezzo fa eravamo a Roma a festeggiare la canonizzazione di San Giuseppe Allamano, oggi siamo qui a festeggiare 100 anni della nascita al Cielo di questo grande uomo: semplice, modesto, un uomo di Castelnuovo. Sono profondamente orgoglioso di essere un suo concittadino, di avere avuto un uomo della sua statura morale: il suo messaggio è inciso nelle strade del paese. Quello che diceva: abbiate a cuore le persone, non abbiate pregiudizi, non giudicate gli altri. Oggi, forti di questo giorno di festa, di questo santo, invito tutti a ricordare i suoi insegnamenti: essere straordinari nell’ordinario. Fare il bene, ma nel silenzio. Attraverso di lui, possiamo conoscere la vera Castelnuovo: grande nella morale, ma umile e soprattutto onesta, come lui predicava”.
I momenti significativi della giornata di Castelnuovo: