Nella caldissima Torino di fine luglio, un gruppo di 75 giovani provenienti da Portogallo, Polonia, Spagna, Marocco e Italia, si sono riuniti per camminare sulle orme di San Giuseppe Allamano. Sono giovani vicini agli Istituti missionari della Consolata e ai Laici missionari della Consolata, che conoscevano già l’Allamano, ma sono arrivati da luoghi anche lontani per mettere i loro piedi su quelle pietre e in quelle strade su cui lui ha camminato, più di cento anni fa.
Al Santuario della Consolata e nelle Case Madri, per le vie del centro storico e nel “Km quadrato della carità”. Torino, ma non solo: Castelnuovo Don Bosco, Rivoli. Insomma, un’esperienza speciale, resa tale dai luoghi e dalle persone presenti. Tutta la Famiglia Consolata era presente. Lasciamo la parola ai giovani, protagonisti di questo pellegrinaggio: nelle loro parole vibra ancora la gioia dell’incontro!
Il canto è stato composto dal gruppo JMC del Portogallo. Le foto sono dell’incontro di Torino
Mi è piaciuto molto approfondire la conoscenza di Allamano. Credo che, essendo una figura di cui ho sempre sentito parlare, quasi mitica, sia stato molto positivo conoscere di persona i luoghi in cui ha vissuto. Penso che questi giorni abbiano reso Allamano più umano, e lo abbiano posto in una posizione “orizzontale” rispetto a noi. Questo è sempre positivo, perché ci fa capire che tutti abbiamo la possibilità di fare qualcosa di significativo; non abbiamo bisogno di superpoteri per farlo.
Questa esperienza è stata per me l’emblema dello spirito missionario: incontrare gli altri, conviverci nei momenti di gioia e in quelli di difficoltà, ritrovandosi alla fine uniti da esperienze e ricordi indelebili costruiti nei luoghi della memoria di colui che ha reso possibile tutto ciò.
Sono rimasta molto colpita dalla presenza dei sacerdoti, delle suore e dei seminaristi durante questi giorni. Il loro spirito, l’affetto, la proattività, la cura, l’attenzione e l’atteggiamento rilassato… In altre parole, credo che le loro personalità riflettano le caratteristiche che Allamano desiderava per il suo Istituto, quindi, in un certo senso, ho conosciuto Allamano attraverso di loro! (Teresa Nunes – 22 anni)Un immenso “grazie” agli animatori per averci regalato questa splendida settimana e per la fiducia che ci hanno accordato. Un immenso “grazie” a Madre Consolata e agli altri giovani (JMC) per aver guidato la mia fede e per essere stati una famiglia e una fonte di conforto.
Grazie a questa esperienza ho conosciuto e legato molto con nuove persone e spero che tutto ciò rimanga nel tempo. Prima di partire ad esempio non pensavo di riuscire ad avere neanche una sola conversazione con persone che non parlano la mia stessa lingua, invece durante questa esperienza ho imparato che anche se sbaglio o non so qualcosa non è un problema anzi è solo un modo per non commettere più lo stesso errore e migliorare poi soprattutto aver legato ancora di più anche con le persone dentro questo gruppo e con le altre persone è una delle cose più belle che mi porterò dentro di me per tutta la vita. Infine vorrei ringraziare anche tutti voi animatori che ci avete proposto e portato in questa bellissima esperienza perché è anche grazie a voi se abbiamo potuto vivere tutto ciò”
Oltre a conoscere meglio Allamano, ritengo importante avere un modo per comunicare con i giovani di tutto il mondo (o almeno della nostra regione) legati a Madre Consolata. L’idea della Commissione mi ha entusiasmato moltissimo!
Grazie a questa esperienza sono riuscita a socializzare di più sia con il gruppo che con tutte le nuove persone che ho conosciuto. Inizialmente é stato difficile per me, perché non mi trovavo nella mia zona di comfort però dopo nonostante la lingua e le diversità di ciascuno, ho capito che e stato proprio questo a rendere bellissima questa esperienza! Non mi dimenticheró mai di questa esperienza e sapere di aver dato un po’ di me alle altre persone e le altre persone un po di loro a me può solo che arricchirmi. Ho trovato bellissime persone e mi é dispiaciuto tantissimo lasciarle, spero di rincontrarle di nuovo magari nei prossimo campi…perchè con la maggior parte dei ragazzi ho costruito e anche sentendoci ora sto costruendo delle nuove amicizie nate da qualcosa di bello e puro come questa esperienza. Ringrazio anche io gli animatori perché senza di loro tutto questo non sarebbe successo.
Quando ho capito che Allamano è una figura paterna, improvvisamente molte cose hanno iniziato ad avere un senso e a incastrarsi: i sacerdoti sono sempre disponibili, sempre molto vicini, ci rivolgiamo a tutti in modo informale, ci trattano da pari; le suore sono sempre attente, una grande testimonianza di vita… l’entusiasmo di tutti, la disponibilità di tutti. C’è davvero un senso di famiglia, non pensavo fosse possibile. Sapevo che esisteva in teoria, perché molte persone parlano della “famiglia Consolata”, ma pensavo fosse un sinonimo di “comunità”, invece no, è davvero una famiglia, ti senti come in famiglia. Lo ripeto, sono davvero molto felice, come non lo ero da tanto tempo. Mi sento appagata, realizzata, voglio cercare di più, imparare di più, servire di più.
Questa esperienza è stata molto importante per me perché mi ha dato la possibilità di incontrare molte persone anche da altri paesi, dalle quali ho imparato molto. Tutto questo mi ha arricchito molto e mi ha fatto conoscere molti ragazzi e ragazze con qui sono riuscita a legare, anche se in pochi giorni, regalandomi molti momenti di felicità e di condivisione, in cui conoscendoci abbiamo anche condiviso opinioni e idee sulle attività svolte in quei giorni.