Viviamo in un mondo iperconnesso. Ma quale comunicazione vogliamo avere? Una riflessione e un impegno, quello del progetto Parole O_Stili, che possono fare la differenza.
“Un progetto sociale di sensibilizzazione sull’utilizzo delle parole” così si definisce Parole O_Stili, un’iniziativa che considera le parole come opportunità di VITA.
Già la Sapienza biblica metteva in guardia sul potenziale delle parole: possono far crescere, sostenere, come anche possono distruggere. Lo dice chiaramente la Lettera di San Giacomo (3, 4-7):
“Anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. 5Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta!
Oggi siamo iperconnessi e possiamo dire la nostra potenzialmente al mondo intero. Ma… come lo facciamo? Il fenomeno dell’espressione d’odio e del cyberbullismo sono problemi seri, che possono portare grandi conseguenze.
Ma anche se non siamo hater, che stile di comunicazione vogliamo assumere?
Parole di VITA o parole di NON VITA?
Il Manifesto, come un Decalogo per la comunicazione Non Ostile, è un punto di partenza consistente. “Sono 10 principi di Stile. Un impegno da assumere”.
Ve lo presentiamo:
Il Manifesto della comunicazione non ostile
1. Virtuale è reale
Dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.
2. Si è ciò che si comunica
Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.
3. Le parole danno forma al pensiero
Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.
4. Prima di parlare bisogna ascoltare
Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.
5. Le parole sono un ponte
Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.
6. Le parole hanno conseguenze
So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.
7. Condividere è una responsabilità
Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.
8. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare
Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.
9. Gli insulti non sono argomenti
Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.
10. Anche il silenzio comunica
Quando la scelta migliore è tacere, taccio.

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